Il documento sconosciuto

Entro il 30 aprile di ogni anno riceviamo dalla nostra banca un documento importantissimo e fortemente voluto dall’ ultima riforma (MIFID 2) a tutela di noi risparmiatori: il rendiconto annuale dei costi. Il documento ci dice quanto costano i nostri investimenti.

Questo resoconto è sconsociuto alla quasi totalità dei risparmiatori e raramente le persone conoscono quanto spendono ogni anno per investire il loro risparmio. Conoscono quanto spendono di bollette, di assicurazione, di benzina , etc ma gli oneri per investire vengono spesso ignorati.

Una famiglia con un risparmio investito di 80.000 € spenderà mediamente 1.200 € all’anno e questa cifra può anche raddoppiare se si prediligono soluzioni d’ investimento più costose. Un bella cifra non trovi ?

Conoscere quanto costano i nostri investimenti è importante perchè nella gestione del risparmio sono tre i fattori sotto il nostro controllo: il rischio, la lunghezza dell’investimento ed il costo.

I costi con certezza riducono il rendimento. Se guadagno il 4 % e pago il 2% il mio rendimento sarà 2% sui quali dovrò poi pagare le ritenute ( 12,5 % oppure 26 %) e l’imposta di bollo dello 0,20 % calcolata su tutto il capitale a prescindere dal rendimento positivo o meno.

Se consideriamo che i rendimenti dei mercati sul medio lungo termine rientrano normalmente nella forbice tra l’1,5 % e l’8 % annuo è naturale che un costo troppo elevato si mangia una grossa fetta dei nostri guadagni. Tanti risparmiatori si lamentano di non guadagnare (e fanno bene) ed il motivo principale sono i costi troppo alti. Gli investimenti non costano tutti allo stesso modo, alcuni costano poco altri moltissimo.

Pagare un onere piuttosto che un altro fa una differenza gigantesca sul lungo periodo grazie agli interessi composti ma questo è un altro discorso e ne parlerò in un prossimo articolo.

Cos’è il rendiconto annuale dei costi

Il rendiconto annuale dei costi è un documento previsto dalla normativa Mifid 2, una direttiva voluta dall’Unione Europea per tutelare gli interessi dei risparmiatori comunitari.

Il documento obbliga gli intermediari ed i consulenti finanziari indipendenti a mettere nero su bianco quelli che sono stati i costi sostenuti in ogni anno solare. Questi costi possono essere di varia tipologia come ad esempio commissioni di negoziazione, di gestione, di sottoscrizione, di performance, di consulenza, etc.

Il resoconto deve specificare gli oneri pagati sia in valore assoluto (esempio € 900) che in valore percentuale. Nel caso del valore percentuale si fa riferimento al controvalore medio investito nell’anno.

I diversi costi possono essere rendicontati anche in maniera aggregata e su specifica richiesta devono essere forniti in maniera analitica.

Il rendiconto deve inoltre specificare quelli che sono gli incentivi di vendita ricevuti dalla banca per aver consigliato e collocato un prodotto d’investimento. Gli incentivi di vendita vengono denominati anche retrocessioni e spiegherò con un semplice esempio cosa sono.

Immaginiamo d’ investire un capitale e ci rivolgiamo alla banca o al consulente che ci consiglia di acquistare il fondo comune X emesso dalla società Z. Il prodotto X ha un costo di gestione annuo del 2%. La società Z che gestisce il fondo retrocede una parte delle commissioni di gestione (ad esempio 1,2 %) alla mia banca per aver collocato il fondo comune X.

Il rendiconto è molto importante perché la maggior parte dei costi sostenuti per investire sono impliciti ossia non sono pagati direttamente al nostro intermediario bensì indirettamente.

Capiamo meglio tornando alla nostra commissione di gestione annua del 2 %. Questo onere  lo paghiamo in maniera indiretta poiché viene decurtato lentamente e in maniera automatica dal valore quota del nostro fondo.

La normativa MIFID a tutela di noi risparmiatori ha voluto rendere il più possibile evidenti i costi degli investimenti perché sono nella maggior parte dei casi “silenti”. Li paghiamo senza dover toccare il portafoglio, fare un bonifico o staccare un assegno.

Il documento viene inviato per posta, via email o messo a disposizione nella home banking senza necessariamente essere notificato (come fa ad esempio la mia banca).

Il rendiconto annuale viene spesso integrato da commenti al mercato ed altre informazioni. Può essere di quattro pagine come anche di venti pagine.

A seconda dell’istituto di credito il documento sconosciuto viene proposto con nomi diversi:

  • Poste Italiane: rendiconto periodico
  • Allianz Bank: informazioni periodiche Mifid II
  • Banca Generali: informativa costi e oneri
  • Intesa San Paolo: rendiconto costi, oneri e incentivi del portafoglio investimenti
  • Unicredit: informativa ex post costi e oneri
  • Mediolanum: resoconto – informativa su oneri e costi
  • Fineco: Mifid 2 ex post
  • Credem: rendiconto investimenti
  • Azimut: rendiconto costi ex post

Se non hai ancora guardato questo documento vai a dargli un’occhiata potresti scoprire di pagare per i tuoi investimenti il triplo dell’assicurazione della tua auto…senza nemmeno accorgertene.

I tuoi risparmi rappresentano i tuoi sacrifici ed il tuo benessere futuro e meritano cura e attenzione.

Prenditene cura.

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