Perchè aderire a un fondo pensione e come sceglierlo

Nella frenesia quotidiana, spesso ci concentriamo sulle sfide immediate, trascurando la prospettiva a lungo termine della nostra sicurezza finanziaria. Uno degli aspetti fondamentali di questo scenario è la pensione, un capitolo della vita che, se pianificato accuratamente, può offrire un meritato riposo e tranquillità finanziaria. Perchè aderire a un fondo pensione e come sceglierlo?

Il panorama pensionistico sta attraversando un cambiamento straordinario, spinto dalle rapide mutazioni demografiche, da tassi di sostituzione in diminuzione (la percentuale della pensione rispetto all’ultimo stipendio) e dalle crescenti sfide nel sistema previdenziale dell’INPS. In sintesi, ciò si traduce in un ritardo sempre maggiore nell’età pensionabile e in pensioni via via più contenute.

Trovare soluzioni è una necessità a cui porre rimedio per tempo perché, se è vero che quando lavoriamo possiamo risolvere le nostre esigenze finanziarie con il capitale umano (lavoro), in vecchiaia questa possibilità ci è preclusa. Il denaro o lo abbiamo accantonato (e bene) oppure è troppo tardi.

In questo contesto, la pensione integrativa emerge come una componente fondamentale nella costruzione di un percorso finanziario solido. Ma vediamo ora nello specifico perchè aderire a un fondo pensione e come sceglierlo.

I VANTAGGI DI ADERIRE A UN FONDO PENSIONE

  • Vantaggio principale: è una soluzione pratica e senza pensieri ad una necessità reale: integrare la pensione per non vivere in indigenza in terza età. L’alternativa è accumulare nel tempo un capitale in forma autonoma , ma avremo la competenza, la voglia e la lucidità di gestire un capitale autonomamente durante la vecchiaia per una esigenza così importante? Aderendo ad un fondo pensione si risponde con una soluzione completa ad una necessità pratica liberandoci la mente dai pensieri.
  • L’accumulo in un fondo pensione avviene in maniera automatica e l’automatismo aiuta ad essere diligenti e ad accumulare portandoci senza indugi a risolvere il nostro problema. In aggiunta a livello inconscio saremmo meno portati a preoccuparci dei rendimenti del fondo pensione rispetto ad un investimento autonomo evitando errori di tipo comportamentale (vendere quando non si deve).
  • Il contributo del datore di lavoro dove presente. Esempio reddito 40.000€ contribuzione dell’1% per 20 anni sono 8000 che investiti al 4 % annuo diventano circa 12000 € lordi. Perché rinunciarci ?

Vantaggi fiscali

Al fine di promuovere l’adesione, lo Stato implementa vantaggi di natura fiscale:

  • Viene concessa una tassazione agevolata sul capitale. A titolo di esempio, se la mia busta paga è soggetta a un’aliquota del 25%, deducendo i contributi versati, lo Stato mi rimborserà l’IRPEF già pagata, che verrà investita e maturerà interessi, tassandomi sulla quota capitale solamente al momento dell’erogazione con un’aliquota che varia dal 15% al 9%. Viene pertanto posticipata e ridotta la tassazione.
  • I rendimenti degli investimenti non in titoli di stato sono tassati al 20 % anziché al 26.
  • Non si paga imposto di bollo dello 0,20 % sul controvalore come avviene per gli investimenti autonomi.
  • Il TFR non versato al fondo pensione verrebbe tassato con una aliquota IRPEF che corrisponde alla media dell’aliquota marginale IRPEF applicata negli ultimi 5 anni (minimo 23%). All’interno del fondo pensione subirò una tassazione che varia dal 15 % al 9% dipendendo da quando ho avuto il primo accesso alla pensione integrativa.

COME OTTIMIZZARE LA SCELTA DEL FONDO PENSIONE

  • Attenzione ai costi. Alcuni fondi pensione aperti per non parlare dei PIP hanno dei costi molto alti. In finanza il maggior costo non equivale a maggior rendimento anzi è quasi sempre il contrario. Ipotizziamo due fondi che investono in maniera simile, il fondo A che ha costi dell’1% ed il fondo B che ha costi per il 2%. Il mercato di riferimento ha un rendimento del 5 % annuo e versiamo € 4000 annui per 25 anni. Alla fine del periodo con il fondo A avrei accumulato € 173.000 con il fondo B € 150.00. la differenza è di 23.000 € e sono solo costi.
  • Attenzione alla scelta dei comparti: Quando abbiamo tanti anni davanti a noi è saggio investire in un comparto azionario perché un investimento azionario perde la suo rischiosità sul lungo periodo. Avvicinandoci al periodo della pensione è necessario cambiare comparto e spostarsi su esposizioni meno rischiose e più garantite. Il fine ultimo è di produrre rendimenti quando il tempo ce lo consente e consolidare questi rendimenti avvicinandosi alla pensione ed evitando il rischio di chiudere l’investimento in un periodo negativo per gli investimenti azionari.
  • Discorso importante va fatto sul TFR.  Non versare il TFR in un fondo pensione ha il grande vantaggio di difenderci dall’inflazione soprattutto in periodo di forte aumento dei prezzi perché la rivalutazione annua del TFR è agganciata all’inflazione (nel 2023 la rivalutazione è stata di circa il 10 %).  Versando il TFR in un fondo pensione si perde  questo grande vantaggio. Per ovviare a tutto ciò è necessario investire in comparti che sul medio lungo termine abbiano un rendimento superiore all’inflazione.

CONCLUSIONE

Il fondo pensione si presenta come un elemento fondamentale nella pianificazione del nostro avvenire finanziario. Comprendere appieno l’importanza di questa scelta e ottimizzarla in base alle proprie esigenze costituisce il primo passo verso un percorso previdenziale più sicuro e gratificante. Investire tempo nella valutazione delle opzioni disponibili e adottare una strategia consapevole oggi ci consente di costruire le fondamenta per un domani più prospero.

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